Riciclare, di più e meglio

sabato 16 febbraio 2008

Il rifiuto secco non riciclabile proveniente dalla raccolta differenziata effettuata nell’intera Provincia di Treviso contiene, in media, circa il 30% di materiali recuperabili. È quanto è emerso dalla sperimentazione sul rifiuto urbano residuo effettuata nel secondo semestre del 2007 presso l’impianto Ritec di Godega di Sant’Urbano (TV).

L'indagine, fortemente voluta e auspicata dai vertici di CIT-Savno e condivisa dall'Autorità d'Ambito "Marca Ambiente", aveva come scopo la valutazione dell'efficacia di un sistema atto a migliorare ulteriormente i risultati ottenuti con la raccolta differenziata attraverso la sottrazione dalla frazione secca - già precedentemente separata a monte dai cittadini da tutti gli altri rifiuti - di quei materiali ancora recuperabili.
Tutto ciò con l'obiettivo di limitare ulteriormente il quantitativo di secco da conferire in discarica e per ridurre i crescenti costi di smaltimento a carico dei cittadini.

L'identificazione del campione su cui eseguire la verifica è stato stabilito sulla base dei diversi sistemi di raccolta presenti nella provincia di Treviso: per ciascun sistema di raccolta (standard Savno, modello Priula, Treviso Servizi, ecc. ) sono stati selezionati più Comuni che nelle giornate stabilite hanno raccolto ed avviato all'impianto l'intero quantitativo di rifiuto secco prodotto.
Il rifiuto è stato quindi sottoposto a selezioni meccaniche e di lettori ottici per individuare le frazioni recuperabili ivi contenute (plastica, carta e metallo) che sono state poi analizzate qualitativamente al fine di verificare se rispondenti ai criteri di qualità fissati dal CONAI.

In generale i materiali recuperabili estratti erano in possesso di solo alcune delle caratteristiche qualitative richieste dal Consorzio Nazionale Imballaggi, pur tuttavia sono stati con successo tutti ri-collocati da Savno sul mercato.

In conclusione, i dati ottenuti dalla sperimentazione evidenziano come l'operazione di ulteriore selezione di rifiuto secco, che si colloca a valle della raccolta differenziata, permette di sottrarre concretamente una apprezzabile percentuale di materiali ancora recuperabili dal secco non riciclabile.

[via AcquistiVerdi]

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